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"Nessuno ha amore più grande di colui che sacrifica la propria vita per i suoi amici.
Voi sarete miei amici, se farete quello che vi comando.
Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quel che fa il padrone; vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutto quello che ho udito dal Padre mio.
Non siete voi che avete eletto me, ma io ho eletto voi e vi ho destinati, perché andiate e portiate frutto, e il vostro frutto sia duraturo; affinché qualunque cosa voi chiederete al Padre in nome mio, Egli ve la conceda. Questo vi comando: di amarvi scambievolmente".


E mentre riflettevo sull'aspetto più caratterizzante dell'amicizia che è la comunicazione piena, la trasparente visione dell'altro, mi veniva in mente come Maria si è posta di fronte a me. Ella mi ha fatto conoscere i suoi processi, le sue scelte, i suoi atti creativi, i suoi pensieri, le sue speranze, le sue emozioni. Me le ha fatte conoscere come un'amica che incontrando l'altra dopo tanto tempo non vuol lasciare niente di nascosto, proprio come dice Gesù nel Vangelo di Giovanni: "Vi ho chiamati amici perché vi ho fatto conoscere tutto quello che ho udito dal Padre".
Anche Maria a me ha fatto conoscere tutto ciò che Lei ha pensato e intuito del Padre.
Mi ha fatto conoscere la meraviglia della loro comunione tra creatore e creatura, e cos'altro poteva farmi conoscere Maria se non la cosa più preziosa che possedeva: la sua relazione col Padre che rende possibile l'incarnazione del Figlio! Gli amici dunque si confidano le cose più intime e più preziose. Gesù ai suoi discepoli parla della sua relazione col Padre, Maria a me parla della sua relazione col Padre. Anch'io credo di avervi sempre trattato veramente come amici, perché ce l'ho messa tutta per farvi conoscere ciò che io provavo, sentivo, conoscevo, vedevo, godevo nella relazione con Maria.
Anch'io vi ho dato la cosa più intima, più preziosa, e quanta fatica, quanta ricerca per trasmetterla senza tradirla!
Tutti voi avrete fatto esperienza di amicizia e avrete gioito delle confidenze l'uno dell'altro e delle cose belle che accadevano all'amico, ed avrete di certo anche misurato l'importanza dell'amicizia nelle cose meno belle.Nelle situazioni difficili della vita un amico ci aiuta ad affrontarle perché egli non ci fa sentire mai soli.
L'amico è il prototipo esigenziale dell'altro uomo, quell'altro che, anche se non lo eleggi come amico, quando lo incontri da lui vorresti essere accolto, riconosciuto e non vorresti difenderti mai.
L'amico è l'immagine di un rapporto libero e amoroso con ogni altro a cui tutti segretamente aneliamo e per il quale siamo fatti e predisposti.
Nel nostro profondo ne abbiamo desiderio assoluto, esigenza sconfinata ma spesso non abbastanza fede o coraggio da crederlo possibile.
Estendere ad ogni uomo la qualità del rapporto di amicizia è un desiderio che tutti abbiamo, ma appunto lo conserviamo come desiderio anziché farne un atto creativo.
Guardare ognuno come l'amico e rendersi trasparenti, confidargli i nostri segreti più intimi, la nostra visione del Padre e di noi è certamente un po' immaginare quello che noi chiamiamo paradiso.
Per me invece è stata un'avventura diversa: dopo l'incontro con Maria così meravigliosamente realizzante ho pensato che ogni rapporto dovesse avere un po' di quella qualità e così ho incominciato quel lungo cammino che ho chiamato "persona e comunità" che ha caratterizzato tutta la mia vita (47 anni), perché ciò che normalmente era posto in cielo potesse anche nascere sulla terra .
Mi è sembrato naturale continuare nella storia di tutti noi ciò che Maria aveva incominciato nella sua persona e Cristo compiuto nel tempo della sua vita.
Che senso avrebbe il cristianesimo, la fede, la vita se ciò non fosse possibile?
Cercai allora di comunicare a quanti mi avvicinavano il valore della persona umana: far capire quanto ognuno di noi, nel fatto di essere noi e non un altro, sia importante.
Nell'essere precisamente noi abbiamo senso infinito e siamo gloria del Padre, perché solo noi nella nostra assoluta originarietà possiamo stabilire una relazione unica e originale con il Padre.
Egli è l'unità dell'amore, noi la diversità della creazione ed è solo così che vi può essere relazione, scambio e senso reciproco.
L'essere persona è l'assoluto di ognuno di noi e solo noi possiamo metterci in relazione amorosa con ogni altro.
Questo è il nostro atto creativo che ci fa assomigliare al Padre nella creazione ed è ciò che ha capito Maria.
Lo ha fatto cambiando la storia dell'umanità, e nello stesso tempo ha risposto al desiderio del Padre.
Egli questo attendeva dalla sua creatura: che questa si riconoscesse per riconoscere la realtà d'Amore che intercorreva tra Creatore e Creatura, affinché quest'ultima potesse chiamare Padre Colui che era velato dal mistero dell'onnipotenza. Fare scoprire l'importanza di essere persona, soggetto unico con possibilità di apertura creativa e amorosa verso tutto è stato uno dei versanti del mio impegno d'amore verso il prossimo; l'altro versante è stata la costruzione della comunità storica. E per comunità storica intendo la qualità dei rapporti tra le persone, che appunto dovrebbero essere tutti caratterizzati dall'amicizia e dall'amore
Se ognuno di noi è capace di desiderare un mondo d'amore, un Dio d'amore, se stesso come amore perché non provarci ad esserlo e farsi amore?
La comunità storica di cui ho sempre parlato come completamento della persona è appunto immaginare possibile, e tentare di provare a farla, la relazione tra le persone come relazione d'amore e di creatività.
Di amore, perché è l'atteggiamento iniziale di fiducia che chiama amico colui che incontra, colui che è accanto a sé, colui che è con te in questo tempo storico sulla terra.
L'atteggiamento che dal particolare va all'universale e viceversa è conseguente a un atteggiamento di apertura amorosa in cui gli altri sono sempre visti come amici, mai come nemici o estranei.
E con questi altri verso i quali sei predisposto nell'atteggiamento sarà forse possibile comunicare desideri e progetti che hai per la tua vita e la storia.
"Il tempo del tuo tempo". Se infatti riconosci l'altro come amico potrai anche scoprire quelle qualità uniche che ognuno di noi possiede originalmente e attraverso le quali possiamo compiere insieme la trasformazione del mondo ed organizzare la nostra convivenza in una gara creativa e solidale dove ognuno opera per la propria espressione e per il bene di tutti.
Il pensiero e l'azione non saranno più dissociati fra il mio e il tuo, io e gli altri, tra il mio bene e l'indifferenza per gli altri, ma naturalmente e automaticamente il pensiero di sé sarà posto subito in relazione con gli altri come naturale completezza del sé. E' di fronte agli altri che ognuno prende coscienza fino in fondo di sé, e nella scelta del tipo di rapporto che vuol avere con l'altro da sé inaugura il suo paradiso o il suo inferno.
A una comunità di amici dunque, dovremo indirizzare la storia per poter essere felici già da ora. Ho fatto coincidere la relazione "tra amici" con la festa dell'anniversario della prima ed ultima apparizione di Maria in questo luogo, perché lei è venuta tra noi anche come amica di tutti noi, ed è venuta a ricordarci la possibilità che ognuno di noi ha di realizzarsi e di realizzare il Regno di Dio sulla terra, che è appunto comunità di amici.
Maria soffre e Cristo anche. Siamo abituati a pensare, o così ci fanno pensare, che soffrono per i peccati degli uomini che suonano offesa alla legge del creatore.
Indubbiamente nelle sofferenze di Cristo e Maria ci sarà anche questo aspetto, ma la sofferenza che lei ha manifestato a me è soprattutto data dal fatto che gli uomini non riconoscono o non conoscono le possibilità che hanno nell'essere persone. Sono come dei Re che vanno a mendicare al Re dei Re la loro regalità. Ma il Re dei Re che è il Padre comune non può darci quello che già abbiamo perché Egli ce l'ha dato da sempre e per sempre. Dobbiamo solo riconoscercelo. La prima creatura che ha riconosciuto la regalità della persona umana è stata Maria, la prima che riconoscendosi ha potuto riconoscere il Padre come Amore creativo ed incarnare il figlio Dio, che ci ha rivelato con tuttala sua vita il vero volto del Padre.
Ella non cessa di continuare la sua vocazione rivelatrice della grandezza dell'umana persona affinché questa possa riconoscersi divina.
Maria soffre nel vederci senza senso ed in preda al dolore.
Ma oltre ad apparire per mostrarci la continuità della vita e la gloria del suo corpo, come indicazione di valore della nostra esistenza fisica e singolare motivata dall'amore, che altro può dirci?
La nostra amica, la nostra madre, la primizia delle creature, la gloriosa umanità che contempla il Figlio nella sua Divina Umanità, può solo continuare a dirci: "Amici miei, figli miei, persone tutte siamo gli eredi di Dio ora e sempre.
Ora possiamo cominciare a vivere nell'amore se vogliamo.
E la sofferenza e la morte saranno vinte dall'amore e dalla creatività".

Angela Volpini - Casanova Staffora - 5 Giugno 1994
...Esso infatti è fatto di riconoscimento, di comunicazione, di consolazione, di promozione, di affetto e di gioia ed è esente da ogni tipo di vincolo, è gratuito e aperto in tutte le direzioni. L'amicizia prefigura quel rapporto non necessitato e di pura gratuità e abbondanza che i credenti individuano nel Regno e i non credenti nella società perfetta. Un rapporto che non ha obblighi e doveri, che si muove e cresce nella libertà.
Cos'è dunque l'amico'?
Nel Vangelo di Giovanni, (15 La vite e i tralci 9,17):
Frammenti di una nuova visione dell'uomo
La relazione tra amici
La relazione tra amici
(segue dalla Home page)
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