Copyright © 2019 - Nova Cana
Padre Pio da Pietrelcina
tratto dal libro di Ferdinando Sudati "Dove posarono i suoi piedi"
ed apocalittica, ottenni questa risposta: “Uagliona [ragazza],  tu hai avuto la missione di manifestare l’amore di Dio, io invece quella di far sentire la miseria umana e il dolore dei peccati. A te è toccata la parte migliore!”. A S. Giovanni Rotondo ho corso anche un rischio: un’anziana signora mi aveva confidato che il genero abusava delle due figlie ed io avvisai i carabinieri. Imprudentemente, la donna dev’essersi lasciata sfuggire qualche parola, perché venni raggiunta in albergo dall’uomo su cui pendeva l’accusa e da lui presa a botte. Mi salvarono i carabinieri.
Sono stata portata a S. Giovanni Rotondo la prima volta nel 1951: padre Pio, uscito dal confessionale mi abbracciò e mi disse parole affettuose, mentre io giocavo col suo cordone, che ora non ricordo con precisione. Il tossicchiare impaziente delle persone che attendevano di confessarsi pose fine all’incontro. Ritornai da padre Pio, ritengo, nel 1958 e nel 1960. Una di queste volte avevo una gamba bendata, ed ero stata medicata nel suo ospedale, la Casa Sollievo della Sofferenza, un po’ sommariamente per la verità, ma questo facilitò l’incontro con padre Pio perché venni fatta passare nella categoria degli infermi. Nel ’58, il colloquio con il frate me lo ottenne Cleonice Morcaldi, nella cui abitazione fui ospite per qualche giorno. Avendo interrogato il padre sul perché avesse una visione di Dio e degli uomini piuttosto terrificante ed
nella foto a sinistra
Padre Pio da Pietrelcina
Condividi
Commenta