per scaricare l'intero capitolo in formato pdf, clicca qui
Autocreazione - (cap. 7° - pag. 65)
alla vita, per l’essere umano, vuol dire “crearsi persona”. Come dire all’uomo, dopo Cristo, che se non ci si riconosce originaria soggettività autocreantesi, che pone nell’amore la sua qualità e il senso, non si trapassa in persona che è identità e relazione? Senza questo passaggio non si capisce più niente, né chi è l’uomo, né chi è la donna, né chi è Dio. Il processo di liberazione è essenziale e primario: liberazione radicale da tutti i vincoli e da tutti i limiti. A questo processo di liberazione si può fare risalire il vero processo di umanizzazione perché, finché il processo non è in atto, anche se vi è l’esigenza, non si può parlare di vero uomo: "persona". Di "persona" si può incominciare a parlare quando questi trae un progetto dalle sue esigenze sottraendole all’indefinito eterno trascendente e incarnandole nel tempo, nello spazio, nel finito, per personalizzarle, precisarle, realizzarle e renderle infinite nel loro compimento. Sì, perché solo ciò che è personalizzato, cosciente, libero si può perfezionare all’infinito. L'imprecisato contenuto dell'eterno è una domanda statica, mentre il suo compimento attraverso la personalizzazione, il progetto ed il processo di realizzazione nel finito, ovvero nell'uomo e nel tempo, è l'infinito dinamico. Se non si ha la vera immagine di sé e non c'è la presa di coscienza personale, non ci può essere progetto di trasformazione dell'ambiente e di autocreazione, che ci permetta di passare dall'esistenza data ora all'esistenza voluta, progettata, realizzata sempre da noi, da un essere personale, il solo che possa diventare infinito e per il quale l'esistenza ha un solo valore: possibilità di scegliere. E allorquando si scelga, l'esistenza trapassa nella realizzazione. L’origine personale è un’autentica autocreazione, perché, se anche non disconosce la possibilità dalla quale ha potuto originarsi, non ha più nulla a che vedere con quella realtà anteriore alla propria persona, perché, tanto l’identificazione in sé, quanto la sua relazione con il mondo, è un atto creativo permanente in cui il gusto si tramuta in corpo sensibile, il desiderio in volontà, l’immagine in realtà, la speranza in capacità trasformativa, e la realtà in soglia di nuove possibilità, in dinamica di compimento sempre coerente al gusto, al desiderio, all’immaginario, alla speranza e alla realtà della persona, identificata in sé e in relazione con il mondo, e riconosce in ciò il suo compimento complessivo. Io sono quel che mi creo e quel che mi creo è l’unico possibile gusto e canto di possibilità per me e per il mio Creatore, della possibilità di essere io Angela come mi so creare.
.. L'Essere può essere tutte queste cose, ma l'uomo-persona è questo ed è di più: ed è il di più che lo fa uomo-persona. Il di più è indefinibile, indicibile, ma sperimentabile. L'esperienza umana può essere finalizzata alla ricerca e al raggiungimento di questa sperimentazione, che è sperimentare che cosa è l'uomo-persona. Per una verifica di questa affermazione io mi appello non a formulazioni culturali sul valore e sull'identità dell'uomo, ma a quelle esperienze di libertà, di amore, di donazione, di potenza, che accadono nell’esistenza di ogni uomo e ci fanno toccare, vedere, conoscere e sperimentare la possibilità di trascendere gli angusti limiti in cui ci muoviamo ancora, che riconducono il valore tempo-spazio a una proprietà d'uso per il nostro voler essere quello che vogliamo. La vita non ha senso se noi non glielo diamo; dare senso
Angela Volpini
(segue  dalla pagina "Libri e Dvd")
Ed. Guardamagna
Condividi
Commenta
CORSO ONLINE
Copyright © 2022 - Nova Cana